Stress e multitasking: perché le dimentichiamo parole e i nomi restano sulla punta della lingua?
Lo studio dell'University College London esplora il ruolo dell'ippocampo e della corteccia cerebrale nella memoria verbale, evidenziando fattori come invecchiamento, stress e attenzione nella dimenticanza delle parole
Le parole, nel loro complesso, non scompaiono mai del tutto. Spesso si nascondono, rendendo difficile il loro recupero. Quando ci troviamo a cercare un termine che sembra sfuggire, attiviamo diverse aree del nostro cervello, dalle più antiche a quelle più avanzate, che svolgono funzioni complesse legate alla memoria e al linguaggio.

Se potessimo osservare il cervello durante questa ricerca, noteremmo un’attività frenetica di connessioni neuronali. Alcuni circuiti lavorano per aiutarci a trovare il termine giusto, mentre altri, per quanto ben intenzionati, possono crearci confusione e suggerirci parole sbagliate.
Secondo quanto afferma un esperto neurochirurgo dell’Irccs Ca’ Granda, Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, dimenticare le parole non è necessariamente segno di demenza. Le ragioni di questo fenomeno possono essere molteplici, tra cui l’invecchiamento e la perdita di neuroni con l’età, ma anche fattori come lo stress, il multitasking, la disattenzione e la mancanza di sonno, che possono ostacolare la formazione di memorie solide.
Il medico e il suo team hanno condotto uno studio presso l’University College London, che ha messo in relazione le dimensioni di alcune aree cerebrali, in particolare l’ippocampo e la corteccia cerebrale, con l’efficacia della memoria verbale. I risultati della ricerca sono stati recentemente pubblicati sulla rivista Brain Communications.
Questa indagine, condotta attraverso la risonanza magnetica su soggetti affetti da epilessia, fornisce informazioni preziose sui meccanismi di memorizzazione e recupero delle parole, specialmente nei momenti in cui abbiamo bisogno di richiamarle alla mente.
Il Meccanismo della Memoria Verbale
In passato si credeva che l’ippocampo fosse l’unico centro della memoria. Recenti scoperte, invece, hanno dimostrato che anche la corteccia cerebrale svolge un ruolo cruciale. Essa conserva schemi di memoria simili a scaffali, dove i ricordi possono essere collocati come libri. Tuttavia, non sempre questi ricordi sono organizzati in modo sistematico. Ogni volta che apprendiamo una nuova parola, il cervello cerca di integrarla con le conoscenze già esistenti, valutando la sua importanza e le differenze rispetto ad altre parole conosciute.
Attività Cerebrale Durante il Recupero di una Parola
Quando tentiamo di ricordare una parola, si attiva una sinergia tra l’ippocampo e la corteccia, in particolare la corteccia pre-frontale. Una terza area, il cingolo, funge da intermediario. L’ippocampo è, comunque, il principale coordinatore dell’intero processo, in quanto seleziona le aree della corteccia dove immagazzinare una nuova memoria. Questo complesso gioco di interazioni neuronali è essenziale per il recupero efficace delle informazioni.
Le Cause della Difficoltà nel Recupero delle Parole
Le difficoltà nel ricordare le parole sono spesso causate dalla diminuzione del numero di cellule neuronali responsabili di questo meccanismo. La perdita di neuroni è un fenomeno naturale legato all’età, ma le ragioni possono variare. Stress, mancanza di sonno e distrazioni possono influenzare negativamente la nostra capacità di memorizzare e recuperare le informazioni.
Possibilità di Rigenerazione Neurale
Nonostante le sfide legate all’invecchiamento, l’ippocampo è una delle poche aree del cervello in cui si verifica una certa rigenerazione neuronale. Questo processo può essere favorito dall’attività fisica. L’intensità dell’esercizio è relativa all’età: per gli anziani, una camminata veloce è sufficiente, mentre i giovani possono trarre beneficio da attività più impegnative, come salire vari piani di scale. L’attività fisica stimola la produzione di fattori di crescita neuronale, che possono contribuire a sostituire le cellule perse nel tempo.
Dimenticanze e Rischio di Malattie Neurodegenerative
Dimenticare le parole non implica necessariamente un rischio di demenza. Le cause delle dimenticanze possono essere molteplici e solo in alcuni casi sono legate a malattie neurodegenerative. Nelle demenze, la progressiva perdita di neuroni nella corteccia cerebrale ostacola la capacità di formare nuove memorie, mentre i ricordi più antichi, conservati prevalentemente nell’ippocampo, tendono a rimanere intatti più a lungo.
Fattori che Influenzano la Memoria Verbale
Tra i fattori negativi che incidono sulla memoria verbale, l’abuso di alcol è significativo, poiché può ridurre il numero di neuroni nel cervello. Inoltre, la memoria è fortemente influenzata dall’attenzione. Se, ad esempio, mentre parliamo al telefono, mettiamo le chiavi in un posto diverso dal solito, non riusciremo a ricordare dove le abbiamo messe. In questo caso, l’assenza di attenzione al momento della deposizione non consente la codifica di alcun ricordo relativo a quell’azione.

Stress e Memoria: Un Legame Complesso
Lo stress, in particolare quello causato dal multitasking, ha un impatto significativo sulla nostra capacità di ricordare. Anche se alcune persone affermano di gestire più compiti contemporaneamente, questa strategia può ridurre l’efficienza e impedire la formazione di ricordi solidi. Al contrario, eventi emotivamente significativi, siano essi positivi o negativi, tendono a rimanere impressi nella memoria. L’amigdala, che è coinvolta nell’elaborazione delle emozioni, si trova in prossimità dell’ippocampo, il che spiega questo fenomeno.
L’importanza del Sonno nella Memoria
Il sonno gioca un ruolo fondamentale nel rafforzare i ricordi e nel rimuovere le sostanze di scarto accumulate durante la veglia. La mancanza di sonno può, pertanto, influire negativamente sulla nostra capacità di ricordare informazioni, rendendo difficile il recupero delle parole.