Questo pseudocereale supera riso e quinoa in nutrienti ma rimane poco conosciuto dal pubblico
L'amaranto, un pseudocereale altamente nutriente, ricco di proteine e minerali, rappresenta una coltura sostenibile e versatile, ancora poco conosciuta al di fuori dell'America Latina
L’amaranto è un alimento che ha acquisito attenzione negli ultimi anni per il suo notevole profilo nutrizionale. Questo pseudocereale, pur essendo poco conosciuto in alcune parti del mondo, rappresenta una risorsa importante per la nutrizione umana e la sicurezza alimentare. La sua storia affonda le radici nelle antiche civiltà americane, dove era considerato un alimento fondamentale. Oggi, la sua versatilità e i benefici per la salute lo rendono un’opzione interessante per chi cerca alternative nutrienti ai cereali tradizionali.

Il valore unico dell’amaranto
L’amaranto, appartenente alla famiglia delle Amaranthaceae, è spesso confuso con i cereali tradizionali. Tuttavia, nonostante il suo uso alimentare simile, è classificato come pseudocereale. I semi di amaranto sono altamente nutrienti e contengono una quantità significativa di proteine, superiore a quella di molti altri cereali. Infatti, offre tutti gli amminoacidi essenziali, tra cui la lisina, che è rara nei cereali convenzionali. Le foglie di amaranto sono anch’esse commestibili e ricche di ferro, superando persino gli spinaci in questo minerale.
Il contenuto di proteine dell’amaranto è notevole: può arrivare fino a 16 grammi per ogni 100 grammi, rendendolo un alimento ideale per chi segue diete vegetariane o vegane, così come per gli sportivi che necessitano di un apporto proteico adeguato. Inoltre, l’amaranto è una fonte eccellente di fibre, minerali come calcio, ferro e magnesio, e antiossidanti, che contribuiscono a una sana alimentazione.
Un confronto con altri alimenti
Quando si confronta l’amaranto con altri cereali, come il riso e la quinoa, emergono alcune differenze significative. Mentre il riso fornisce circa 7 grammi di proteine per 100 grammi e la quinoa ne offre circa 14 grammi, l’amaranto si distingue per la sua capacità di fornire una quantità maggiore di proteine, rendendolo una scelta preferibile per chi cerca di incrementare l’assunzione proteica.
Oltre all’alto contenuto proteico, l’amaranto è ricco di calcio, addirittura più del latte, il che lo rende un’ottima opzione per le persone intolleranti al lattosio. Dal punto di vista glicemico, presenta un indice basso rispetto al riso bianco, contribuendo così a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue.

Modalità di consumo
L’amaranto è un alimento versatile che può essere consumato in vari modi. Può essere cotto in acqua, proprio come il riso o la quinoa, e utilizzato come contorno o base per piatti principali. La farina di amaranto è utilizzata per preparare una serie di prodotti da forno, come pane, tortillas e biscotti, rendendolo un’opzione senza glutine.
Inoltre, i semi di amaranto possono essere tostati per creare uno snack croccante simile ai popcorn. Viene anche impiegato in bevande nutrienti come i frullati, aumentando così il valore nutrizionale di tali preparazioni.
Nonostante i suoi numerosi benefici, l’amaranto rimane un alimento relativamente poco conosciuto al di fuori dell’America Latina. Tuttavia, la sua resistenza alle condizioni climatiche avverse e il suo alto valore nutrizionale lo rendono un superfood che merita di essere integrato più frequentemente nella nostra dieta. Esplorare le sue potenzialità può rappresentare un passo importante per promuovere una nutrizione salutare e sostenibile.